LA DONNA DEL MARE

di Henrik Ibsen
regia di Corrado d’Elia


Un viaggio attraverso l'animo umano!
Una storia di anime, di esseri umani legati dalla vita ma separati dal tempo. 

 

Il mare.
E una donna che aspetta. 
Per anni.
Davanti al mare. 
Sull'orlo del mare.
Una storia di anime, di esseri umani legati dalla vita ma separati dal tempo. 
Protagonista una donna, Ellida, che attende davanti al mare l'arrivo di uno straniero senza nome, un marinaio a cui ella si è legata molti anni prima. Sullo sfondo Wangel, il marito, e le sue due figlie avute da un precendente matrimonio. Un intreccio poetico, misterioso e leggero in cui l'ossessione di una passione soffocata rende gli uni estranei agli altri.

In occasione del centenario della morte di Ibsen, Corrado d'Elia mette in scena con la Compagnia Teatri Possibili uno dei testi più significativi dell'autore norvegese. 

Un viaggio attraverso l'animo umano. 
Eliminata la collocazione spazio temporale della borghesia otto-novecentesca, quello che resta sono anime universali, raccontate attraverso momenti di straordinaria suggestione.

 

Cosa dicono di noi

Salve,
giovedì scorso ho assistito alla rappresentazione "La Donna del Mare".
Innanzi tutto complimenti alla giovane attrice, assolutamente convincente; per gli altri attori... i "soliti" complimenti. Molto piacevole anche la scenografia e soprattutto l'utilizzo delle luci: in alcuni momenti la sensazione di essere immersi in un mare era impressionante.
Efficaci anche le coreografie che coinvolgevano le tre attrici; a  partire dalla scena iniziale capace di catturare immediatamente lo  spettatore.
Mi verrebbe da dire... peccato per il testo.Ovviamente sono impressioni personali di uno spettatore affezionato e non le intendo come critiche, ma solo una specie di "confidenza".
Dicevo, peccato per il testo perché l'ho trovato molto distante e molto freddo (forse sarà a causa dell'origine norvegese dell'autore), ad ogni modo le scene "parlate" davano come una brusca frenata allo 
spettacolo... molto mentali, molto distanti; sensazione poi accentuata dai frequenti cambi di scena e i relativi buio/luce.
Tornando da teatro ci chiedevamo due cose:
1. Ma le tre attrici rappresentano in qualche modo tre anime o tre momenti della vita della protagonista?
2. Alla fine l'attrice apre la porta e trova uno specchio... che significa?
Io ho ipotizzato che la protagonista abbia evitato fino a quel momento  di confrontarsi con se stessa, a causa delle imposizioni (reali o solo  immaginate) della vita coniugale e credo della società; la libertà da questi vincoli l'ha però portata a scoprire che la causa della sua "prigionia" era essa stessa.
Un saluto... A.
P.S. "ci" vediamo la prossima stagione teatrale. 
A.B. 25/07/06

Grazie di cuore per le emozioni che, ancora una volta, siete stati in grado di suscitarmi.
M.G., 19/07/2006

Poche ore fa ho assistito per la seconda volta alla donna del mare. L'ho trovato bellissimo. Fin dal primo istante mi ha catturato. Non c'è stato un solo attimo in cui mi sia calata l'attenzione, nessuna "ruvidità"....solo poesia, tristezza ,onde che s'infrangono sugli scogli ,calma, angoscia....bello!Gli attori mi sono piaciuti tutti.
C. 10/07/2006

L'altro ieri sono stata da voi a vedere finalmente la Donna del mare.
Bello: vola via che è un piacere.
Ma%u2026 in testa alla mia classifica rimane comunque il Cirano, visto nella stagione 2005-2006 alla Tosse.
Buon lavoro e%u2026 all'anno prossimo!
C. C. 6/07/06

Ciao Elisa 
[...]Tante emozioni contrastanti. Ho trovato alcune immagini bellissime! 
Splendida Ellida in piedi sullo scoglio....beh!splendida Ellida in generale.
Ho trovato leggermente induriti alcuni personaggi, che alle prove mi sembravano più delicati.Ma forse è stata l'emozione da "prima". Bolette per esempio ,era un po'più mammina, più morbida,anche più rassegnata.Ma forse sì è cercato di indurirla di proposito.Non male comunque.
Anche Wangel era più "quercia" ,più presente.Anche sé devo dire che ha un uso della voce e della parola che sopperisce a molte cose.
Carina Hilde , mi piace molto.Carine anche le scene tra Bolette e Arnoud. Se mi posso permettere di dirlo , mi piaceva molto la scena tra Arnoud e il malato con il fazzolettino sullo "scoglio" .Mi sono sembrati castigati seduti sulla "tomba".
Mi piace anche il gesto che fà Ellida quando controlla gli occhi delle persone ...gesto che fà anche quando riconosce lo straniero...forse un po' troppo velocemente...se non l'hai già visto ti sfugge un po'. Congratulazioni a Corrado per il finale .Dopo le discussioni sul forum ,contro e a favore della scelta di Ellida , il finale di D'Elia che non dà risposte ma anzi suscita ancora più domande , mi ha impressionato. Ma mi ha fatto anche sorridere. Eccezionale la confessione di Ellida a Wangel. Ho sbagliato a dire che non era necessario che lei dicesse a chi appartenevano quegli occhi...è stato il momento in cui mi sono emozionata di più. A  pari merito con la descrizione del quadro della "morte della sirena" .Da lucciconi negli occhi.
Non ho capito bene il senso di alcune istantanee. Sinceramente prima di darne delle impressioni avrei rivisto volentieri lo spettacolo . Così mi sembra di non avere le idee molto chiare e di essere poco d'aiuto. Quindi prendi ciò che ho scritto con le pinze , e se sono stata un po' "grezza" ammorbidisci pure.  Non voglio urtare la sensibilità di nessuno.Magari dopo che l'ho rivisto saprò essere più precisa.
Buon lavoro 
C. 5/07/2006

Ciao. Ci hai chiesto le nostre osservazioni. Che dire? Ai miei amici ho scritto così: "E' stato come uscire dalla centrifuga e ritrovarsi in riva al mare: ho ricominciato a respirare. Bellissimo."
Paradossalmente nel cuore di questa città, che a volte pulsa troppo in fretta coprendo il respiro (e l'affanno...), ho trovato una nuova dimensione carica di atmosfera, poesia, delicatezza... Quasi una culla col ritmo dello sciabordio delle onde che mi ha allontanata dal telefono incandescente e dai dettagli di colleghi sempre "troppo" qualcosa... 
Bravissimi, tutti. Come sempre i "tuoi". Non conosco l'opera intera (perdonami, recupererò a luglio) ma ho sfiorato comunque la commozione anche con quelle poche scene che, anzi, mi hanno permesso di usare l'immaginazione per il prima e per il poi. Tenerissimo e ben reso il diaologo sul matrimonio dell'artista e la giovane. 
Se sono state così le prove, chissà come sarà lo spettacolo!
Grazie, grazie per aver permesso anche questo con generosità. Spero ci saranno altre occasioni. 
Buon proseguimento.
A.B. 24/06/06

Ciao Corrado
[...] Prima di tutto grazie per aver tolto a Wangel il gesto con cui si copriva la bocca con la mano , quando Ellida gli dice di aver sentito la presenza dello straniero mentre aspettava sua figlia.
Mi ricordava il gesto che ha fatto mia madre quando ha scoperto che andavo al Leoncavallo!grazie per aver rallentato il gesto del bastone di Lyngstrand. E' un gesto molto forte e ci si sente attratti da
quel movimento come se si stesse sulla punta del bastone , se lo si fà troppo velocemente ci ritroviamo spiaccicati sui muri se non sulle porte. Invece dando il colpo secco e poi facendolo tornare lentamente , mantiene la forza ma ha anche una certa dolcezza. Come le onde che s'infrangono violentemente sugli scogli e poi tornano. In alcune scene la lentezza ,le pause,la calma piatta del mare , conferiscono un'aura di poesia e dimistero che mille parole non saprebbero fare.
Soprattutto nelle scene tra Ellida e Wangel.
Ad esempio quando si parla per la prima volta del fatto che Ellida ha avuto una bambina,o quando
Wangel le dice che è molto malata. Avere il tempo di stupirsi ,di chiedersi che fine abbia fatto la bimba ,o sè veramente Ellida è folle.In questa direzione ,mercoledì non si riusciva a toglier gli occhi di dosso agli attori.
Forse c'è anche la stanchezza e la tensione per la prima che si avvicina. Allora magari pensate anche un po' a noi. Ma non in termini di pubblico pagante pronti a spellarvi e a criticare .Pensate che ci sono persone che , anche sè non vi conoscono personalmente , vi sono affezzionate perchè magari in altri spettacoli gli avete fatto provare forti emozioni,e con i ritmi frenetici che abbiamo e la gelidità emotiva che ci circonda , non è cosa da poco .Alcuni non si sono persi nessuno dei vostri spettacoli ,altri hanno iniziato a recitare con tp perchè hanno visto comere citate voi. Se non ci fossero state Locanda Almayer , Caligola, Amleto ecc....pensateci ...Pensate a noi come al vostro pianoforte ,e voi siete Racmaninof, e la donna del mare è il RAC.3
C. 23/06/2006

Ciao
sono una delle ragazze venuta ieri alle prove aperte . Grazie per avermi dato la possibilità di assistere al vostro lavoro. Come ho detto ieri in questo spettacolo ho trovato molta tristezza e poesia . Ma c'era anche un'altra cosa ; la presenza costante del mare. Inizialmente l'avevo visto solo grazie agli occhi della donna del mare ,ma ripensandoci mi sono accorta che la storia stessa sembrava andare con il ritmo del mare. Le istantanee iniziali erano come mare in tempesta ,e poi il ritmo è rallentato come le onde sul bagnoasciuga . Mare scuro e profondo nella paura e nella disperazione di Elida, allegro e rumoroso con Polette e Ilde . Ovviamente queste sono le mie soggettivissime sensazioni . Bella questa donna del mare ,soprattutto perchè inizialmente sembra pazza ,ma in seguito quando la si vede bambina si capisce che lei è sempre stata così, non è propio fatta per vivere sulla terra .....come sempre la saggezza è nelle parole dei bambini e Ilde ci dice che " lei non è per noi".
Non sò se quello che ho scritto può esservi utile. Forse avete maggior bisogno di commenti rispetto
alle cose che potrebbero non andare ...però è talmente coinvolgente dal punto di vista emotivo che non mi sono accorta di nulla .....credo che dovrei rivederlo...[...]
Buon lavoro
C. 22/06/2006

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