regia: Corrado D'Elia autore: Anton Checov

Il Giardino dei Ciliegi è uno dei più grandi capolavori del nostro teatro. Perdersi nelle parole di Cechov vuol dire dunque immergersi profondamente nella poesia, nella bellezza, nella levità, nella malinconia e nello struggimento.
In una parola, nella vita stessa.

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di Anton Checov
Regia di Corrado d'Elia
con Laura Curino, Giulia Bacchetta, Paolo Cosenza, Gaia Insenga, Mino Manni,  Dario Merlini, Stefano Moretti, Maria Alberta Navello, Maximilian Nisi, Valeria Perdonò, Gianni Quillico, Franco Sangermano.
traduzione e adattamento Corrado d'Elia
assistente alla regia Andrea Lisco
scene Corrado d'Elia
scenotecnica Giovanna Angeli
costumi Stefania Di Martino
luci Alessandro Tinelli
fonica Giulio Fassina
movimenti di danza Andrea Gonzaga, Francesca Davoli
produzione Il Contato del Canavese/Teatro Giacosa - Teatro Libero Milano
in collaborazione con La Corte Ospitale

Il Giardino dei Ciliegi è uno dei più grandi capolavori del nostro teatro.
Perdersi nelle parole di Cechov vuol dire dunque immergersi profondamente nella poesia, nella bellezza, nella levità, nella malinconia e nello struggimento.
In una parola, nella vita stessa.

Il testo racconta di un giardino, un meraviglioso giardino di ciliegi che circonda una grande tenuta che per necessità, per poter pagare un'ipoteca, viene messa all'asta.
Fin dalle primissime parole, fin dai primi istanti, noi comprendiamo come tutto sia già in realtà perduto, perduto per sempre.
E' una sensazione profonda, è qualcosa che riguarda non solo i personaggi che guardiamo muoversi sulla scena, ma gli stessi spettatori.
C'è in tutto lo spettacolo un senso di unione, di rapporto ineluttabile, di profonda vicinanza, di intensa comunanza tra gli attori e gli spettatori.
Per questo il pianto di Ljuba, per l'avvenuta vendita del giardino, alla fine del terzo atto, ci coinvolgerà tutti. E niente sarà più come prima.
 
Ma la storia può essere raccontata anche così:
C'è una stanza in una grande casa e il tempo che la riempie.
E ci sono personaggi che, entrando in quella stanza, la inondano di ricordi e di emozioni.
Il tempo dunque, ecco il vero protagonista di questa storia.
Il tempo che avanza inesorabile e che alla fine travolgerà tutto, incurante dei rapporti, delle classi sociali, mostrandoci come ad ogni mondo che scompare ce ne sia subito uno nuovo che si affaccia che noi spesso non riusciamo o non vogliamo riconoscere.
 
Alla fine, questo ci racconta Cechov, ciascuno di noi è un giardino, il meraviglioso giardino dei ciliegi: e ogni cosa finisce.
La bellezza e l'emozione della vita, il senso dell'esistenza stanno proprio li, nel sapere vivere a pieno la misura di quel tempo che ciascuno di noi ha a disposizione, lo splendore ma anche la sfioritura di quel giardino meraviglioso che prima o poi verrà tagliato.
 
Da tanti anni Corrado d’Elia e Laura Curino volevano collaborare tra loro. Ecco dunque finalmente un progetto che li vede insieme protagonisti in uno dei testi più importanti del nostro teatro. Un cast d’eccezione, viene da dire d’altri tempi, una produzione importante, da seguire e sostenere con entusiasmo, che vuol essere un segnale evidente di reazione alla crisi profonda, economica ma anche di linguaggio e di progetto che attraversa la produzione teatrale italiana.

Rassegna Stampa

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Bellissimo spettacolo! grazie Corrado! Grazie a tutti gli attori! Bravissimi!
B.B. 11/04/2015
 
Emozionante e geniale ...grazie Corrado e a tutti voi..
M.B.
 
Tutti bravi ma Corrado un creativo pazzesco
M.T.V.
 

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