LEZIONI A SCUOLA

La Compagnia propone le Lezioni-Spettacolo tenute da Corrado d'Elia presso gli spazi a disposizione del Vostro Istituto Scolastico (Auditorium, palestra, sala di proiezione).
Un'occasione importante per affrontare temi importanti con l'aiuto del teatro. 





NOTTI BIANCHE
di Fedor Dostoevskij
regia di Corrado d' Elia





“Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando si è giovani....”

Dalle pagine immortali del grande scrittore russo, uno spettacolo intenso, poetico, sospeso, dedicato a chi ancora è capace di sognare...

Con le parole di uno dei più celebri racconti giovanili di Dostoevskij raccontiamo come inizia e finisce una storia d'amore tutta particolare, più vicina al sogno che alla vita reale. È l'incontro magico, incredibile, casuale di due anime particolari, delicate e sole che si ritrovano, si riconoscono e aprendosi l'un l'altra si desiderano.
Lei sta vivendo la probabile fine di un amore disperato; lui, timido, impacciato, coltiva una solitudine ostinata, lontana da ogni realtà, prigioniero del suo mondo di fantasie.
Così si aprono il cuore a vicenda, in un dialogo meraviglioso e serrato che dura per quattro notti, durante le quali, gradualmente, comincerà a delinearsi per loro la prospettiva di una vita insieme. Un sogno che però si spegnerà improvvisamente all'alba, con il ritorno brusco e improvviso alla vita reale.





IO, LUDWIG VAN BEETHOVEN
progetto e regia di Corrado d'Elia
con Corrado d'Elia 




Ludwig van Beethoven fu uno dei più grandi geni musicali mai esistiti. Non si può comprendere il genio con occhi normali, non rientra in nessuna categoria e la sua complessita non si può afferrare.
Indagarne la vita, vuol dire accostarsi ad altezze umanamente insolite, rubarne per un istante la grandezza e la follia per raggiungere ebrezze ed emozioni insperate.
Così, partendo da una passione antica, ci accostiamo a Beethoven con emozione per indagarne non solo i tanti misteri, la sordità, i rapporti col padre e con il suo tempo, il suo talento, gli amori, profondi e contrastati, le sue durezze, ma soprattutto la sua musica... la
sua musica immortale.
E quella Nona Sinfonia, quei quattro movimenti così conosciuti e amati che hanno cambiato la storia della musica per sempre.
Perchè Beethoven aspetto dieci anni per comporre la Nona? Avendo la musica già in testa.... Cosa successe in quei dieci anni? Cosa cambiò nel mondo che lo circondava e cosa successe dentro di lui e soprattutto, come si preparò alla serata della prima rappresentazione, a Vienna, il 7 maggio del 1824?





CANTO IX DELL'ODISSEA 
ANALISI E INTERPRETAZIONE DELL'EPISODIO DI ULISSE E POLIFEMO











CIRANO DE BERGERAC 
di Edmond Rostand
regia di Corrado d'Elia




Con più di 200 mila spettatori, oltre mille repliche in tutta Italia in circuiti istituzionali e indipendenti, migliaia di fan, centinaia di articoli sui giornali, questo Cirano sembra davvero non sentire gli anni che ha.
Eppure sembra ieri il debutto di questo sorprendente spettacolo in un piccolo teatro milanese che nel tempo ha via via appassionato un numero sempre crescente di pubblico e di fan diventando, prima un vero e proprio manifesto generazionale e poi un autentico cult del teatro italiano.

Sarà ancora Corrado d'Elia a interpretare in maniera sentita e appassionata l'indomito guascone dal lungo naso e dalla irresistibile vitalità e a raccontare del suo amore non corrisposto per Rossana, innamorata però di Cristiano, bello ma privo di spirito.
Virtuoso insuperabile della spada e della parola, Cirano pagherà con la morte la sua diversità e il rifiuto delle convenzioni sociali, dell'asservimento politico e culturale, del conformismo ideologico. Verrebbe da dire un esempio per il nostro tempo.
Con momenti di intensa fisicità e nella maniera visionaria e sentita cui Corrado d'Elia ci ha abituato, svestito delle piume del romanticismo e delle facili rime, tradotto in prosa, questo Cirano affascina ancora per la fedeltà irremovibile ai suoi sogni.




AMLETO 
di William Shakespeare
regia di Corrado d'Elia




In una stanza vuota raccontiamo ma, forse è più esatto dire, ricordiamo la vicenda di Amleto, così come la memoria di Orazio ce la rimanda: una sequenza più o meno logica di quadri in cui i volti e le immagini emergono dal buio con la rapidità di un battito di ciglia.
La scena è una stanza della memoria, claustrofobica e senza via d'uscita. Le azioni si susseguono al ritmo ossessivo del ricordo, si confondono e si mischiano come avviene nella mente di Orazio, che ci restituisce una storia spezzata, frammentaria, ma colma di umanità.

Dopo il successo degli spettacoli Otello, Romeo e Giulietta e Macbeth, Corrado d'Elia e la Compagnia Teatri Possibili concludono il percorso shakespeariano affrontando uno dei testi più amati, più tradotti e più rappresentati al mondo.
Tutti gli allestimenti sono caratterizzati da messe in scena originali, un linguaggio visivo marcato e quasi cinematografico, essenzialità nelle scelte di scene e costumi, ritmo sostenuto, uso drammaturgico delle luci e della musica e spesso mancanza totale di coordinate spazio-temporali concrete e naturalistiche. 
Un percorso verso la frammentarietà, che qui raggiunge il suo apice, con un taglio fortemente cinematografico.
I luoghi dove si svolgono le azioni sono spesso luoghi della mente, dell'immaginario o dell'anima in una logica di labilità del confine tra sogno e realtà.





DON CHISCIOTTE
da Cervantes
regia di Corrado d'Elia
con Corrado d'Elia
età consigliata: 11-19 anni



In un tempo come il nostro, così pragmatico, spesso così poco poetico e privo di slanci e ideali, parlare di Don Chisciotte vuol dire forse avere il coraggio e il desiderio di prendersi tutto il tempo che occorre per .... perdersi.
Perdersi... proprio come Don Chisciotte e Sancho Panza.. 
Perdersi... nelle pagine di Cervantes, nelle avventure da lui narrate, ma anche nelle nostre pagine interiori dove troviamo nascosto ciò che veramente ci piace, tra musiche e poesie, in una sequenza di gesti semplici o in un immagine.
Perdersi ... forse solo per ritrovarsi.
Questo spettacolo vuol essere una dedica a tutti i grandi sognatori.Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai "vincibili" dunque, e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.
In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene ....
a tutti i teatranti.



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