SPETTACOLI A SCUOLA

Disponete di un'aula magna, un auditorium, una palestra o uno spazio attrezzato?
Al fine di evitare agli studenti gli spostamenti sui mezzi pubblici senza rinunciare a momenti di cultura, 
la Compagnia porta il teatro nella vostra scuola! 


ILIADE 
da Omero
progetto e regia di Corrado d'Elia
con Corrado d'Elia

età consigliata: 11-19 anni 


Essere miti, questo vuol dire essere forti (Omero, Iliade)
L’Iliade è uno dei pilastri della letteratura occidentale. 
Nei suoi versi sono racchiusi insieme l'archetipo e il paradigma del nostro sentire, i fondamenti della nostra cultura.
È l'origine, il master, il conio da cui ancora oggi muoviamo per raccontare e immaginare le nostre passioni e la nostra storia.
È il coraggio delle parole, il loro senso più vero, più puro, il peso del logos di fronte alla perdita di significato che ogni giorno racconta il nostro tempo.
È il luogo dell'anima dove ogni parola diventa argomento e ogni verso una storia, l'antico che si fa contemporaneo, l'ancestrale che si incarna nel tempo nuovo. 
È la coscienza rivelata del silenzio. Non solo quindi la cronaca della prima grande guerra di cui abbiamo notizia, ma il suo straordinario percorso di umanità e di contemporaneità. 
Ascoltare Iliade davanti ad un moderno cantore, ad un nuovo aedo, vuol dire ripercorrere quel filo che collega mito, epica, narrazione e presente. I sentimenti degli esseri umani non hanno tempo. E l'amore e l'odio che Omero cantava, le gesta dei grandi uomini, le loro passioni, sono i medesimi di oggi con la stessa potenza dirompente e il loro essere sentimenti assoluti. 
L'umanità del mito dunque, di cui ancora oggi ognuno di noi è intriso fino al midollo. Da li infatti veniamo tutti.  Per questo sentiamo l'urgenza di raccontare questa storia straordinaria. 
Per unirci in un rito antico come il tempo e rispondere alla domanda che da sempre ci muove: che cos'è alla fine Troia per noi? 




DON CHISCIOTTE
da Miguel de Cervantes
scritto, diretto e interpretato da Corrado d'Elia

età consigliata: 13-19 anni 



Seduto dentro la fusoliera di un piccolo aereo, vestito da aviatore, tra carte geografiche, occhialoni, fogli sparsi e libri d'avventura, d'Elia ci accompagna nelle pagine del capolavoro di Cervantes, facendoci entrare in una Mancha ideale, lasciandoci perdere tra locande, mulini, paesi arroccati e castelli dove Don Chisciotte e il suo fido e paziente scudiero Sancho Panza compiono le loro gesta in nome della bellissima Dulcinea.
Così, nel procedere del racconto, anche noi piano piano ci perdiamo, nelle nostre pagine interiori, quelle più intime, dove si nasconde ciò che più ci piace, ciò che siamo e ciò che forse un giorno ci siamo dimenticati.
Una dedica a tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari, ai poeti del quotidiano, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.



NOTTI BIANCHE
di Fedor Dostoevskij
progetto, adattamento e regia di Corrado d'Elia

età consigliata: 14-19 anni 



Con le parole di uno dei più celebri racconti giovanili di Fedor Dostoevskij raccontiamo come inizia e finisce una storia d'amore particolare, più vicina al sogno che alla vita reale. È l'incontro magico, incredibile, casuale di due anime delicate e sole che si ritrovano, si riconoscono e si desiderano. Lei sta vivendo la probabile fine di un amore disperato; lui, timido, impacciato, coltiva una solitudine ostinata, lontana da ogni realtà, prigioniero del suo mondo di fantasie. Così si aprono il cuore a vicenda, in un dialogo meraviglioso e serrato che dura per quattro notti, durante le quali, gradualmente, comincerà a delinearsi per loro la prospettiva di una vita insieme. Un sogno che però si spegnerà improvvisamente all'alba, con il ritorno brusco e improvviso alla vita reale. Corrado d'Elia ci racconta questa storia incantata ed appassionante in uno dei suoi “album” più delicati e sospesi. Immerso in uno spazio bianco, immacolato, fatto solo di luci, riesce, in punta di piedi, a condurci fino al punto in cui il tempo si ferma e si sospende.



IO, LUDWIG VAN BEETHOVEN 

progetto e regia di Corrado d'Elia
con Corrado d'Elia

età consigliata: 13-19 anni 



Ludwig van Beethoven fu uno dei più grandi geni musicali mai esistiti. Non si può comprendere il genio con occhi normali, non rientra in nessuna categoria e la sua complessità non si può afferrare. Indagarne la vita vuol dire accostarsi ad altezze umanamente insolite, rubarne per un istante la grandezza e la follia per raggiungere ebrezze ed emozioni insperate. Così, partendo da una passione antica, ci accostiamo a Beethoven con emozione per indagarne i tanti misteri, la sordità, i rapporti col padre e con il suo tempo, il suo talento, gli amori, profondi e contrastati, le sue durezze e soprattutto la sua musica, la sua musica immortale.
E quella Nona Sinfonia, quei quattro movimenti così conosciuti e amati che hanno cambiato la storia della musica per sempre. Perché Beethoven aspettò dieci anni per comporre la Nona avendone la musica già in testa? Cosa successe in quei dieci anni? Cosa cambiò nel mondo che lo circondava e cosa successe dentro di lui, e, soprattutto, come si preparò alla serata della prima rappresentazione, a Vienna, il 7 maggio del 1824? Ci vuole tempo per raccontare la bellezza.
Chiudiamo gli occhi ed ascoltiamo come mai abbiamo fatto prima.
 



MOBY DICK
progetto e regia di Corrado d’Elia
con Corrado d'Elia

età consigliata: 11-19 anni 


La storia la conosciamo: il Capitano Achab, al comando della baleniera Pequod è alla ricerca di Moby Dick, la terribile, mostruosa balena bianca che anni prima, durante una battuta di caccia, gli ha amputato una gamba, distrutto una nave, mandato a picco il carico e ucciso molti uomini. Achab, accecato dalla sete di vendetta e contro ogni ragione, conduce la nave per mari pericolosi, alla ricerca ossessiva della balena, la quale, nonostante venga più volte ramponata, riesce sempre misteriosamente, quasi diabolicamente, a salvarsi. Intrisa com’è di rimandi allegorici, è questa una strepitosa storia di mare, forse tra le più avvincenti, una storia a ben dire epica. Moby Dick è ancor oggi il simbolo riconosciuto del desiderio dell’uomo di conoscere, o meglio, della piccolezza dell’uomo davanti al suo comune desiderio. A metà tra Ulisse e Caronte, Achab diventa una figura archetipa, fermo lì ad interpretare la lotta impari dell’uomo contro la natura, la sfida della ragione contro gli orrori dell’abisso e la battaglia spirituale dell’uomo con se stesso, sempre alla ricerca - oggi più che mai - di un senso disperato per la propria vita. Quell’indagine, quel desiderio, quella ricerca di assoluto, quel miraggio di verità e di grandezza che l’uomo insegue da sempre e che non potrà mai afferrare a pieno. Tutti noi, quotidianamente, cerchiamo Moby Dick. Alcuni non lo sanno, altri pensano di averla trovata, pochi sono riusciti a guardarla dritto negli occhi. In tanti sono morti senza mai averla veduta. Ma Moby Dick è innanzitutto una grande storia di teatro.


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