CIRCE

di e con Chiara Salvucci

Circe, personaggio enigmatico e ieratico, ha sollecitato nei secoli numerosi interpretazioni. L’incantatrice che trasforma gli amanti in porci. L’ archetipo della donna pericolosa, seduttrice e ingannatrice, simbolo della tentazione che la ragione deve contrastare. Amante di Odisseo e molto lontana dalla figura femminile tradizionale, per molto tempo è stata messa in antitesi con il personaggio di Penelope, la sposa perfetta. Chi pensa a Circe la immagina prevalentemente nella sua variante omerica “canonizzata” e molto spesso “moralizzata”. Ma Circe è molto di più di tutto questo. Troppo umana per gli dei da cui viene derisa, troppo divina per gli uomini da cui viene temuta. È una donna indipendente, bella e sapiente che si confronta con una società che le è ostile, che male riesce a sopportare la sua autonomia e il suo rapporto con il potere, maschile, da sempre. E’ donna immortale dal carattere indomabile, capace di contrastare gli dei più potenti ma ricca dei sentimenti più comuni ai mortali. E proprio come i mortali, Circe ama e soffre per amore, per l’abbandono, per la paura di perdere i suoi cari. Anche la sua decisione di trasformare gli uomini in porci nasce dalla necessità di proteggersi e non da uno spietato diletto. Circe è stata sempre silenziata, come tanti altri personaggi femminili di tutti i tempi, ma ora sarà proprio la sua “voce umana”, così simile alla nostra, a raccontarci una storia differente