TEATRO IN AZIENDA

 Il mezzo migliore per sfuggire il mondo è l’ arte, il mezzo più sicuro per entrare in contatto con il mondo è l’arte.

J. W. Goethe

Dietro ogni azienda c'è una storia. Una storia fatta di persone, di passioni, di sogni. Una storia di emozioni ed entusiasmo.

Da questa idea sentiamo fortissimo il legame con il teatro: l'idea di creare, la capacità di realizzarla e infine quella di raccontarla. Uno spettacolo teatrale è come una azienda che nasce: un grande sogno. Il Teatro può in questo senso mostrare, attraverso l'arte dell'immaginazione, dell'emozione e del racconto di una storia, come sia possibile raggiungere i propri obiettivi, come renderli possibili, come “metterli in scena”.

 Per programmare uno spettacolo nella tua azienda o per avere informazioni:

COMPAGNIA CORRADO D'ELIA
www.corradodelia.it
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via Savona 10 Milano

I nostri spettacoli per le aziende:

Iliade
da Omero 
progetto e regia Corrado d'Elia 
con Corrado d'Elia
Come poter narrare al meglio la propria storia? Come raccontare la propria impresa se non nello storytelling di una “grande impresa”

L’Iliade non è solo uno dei pilastri della nostra letteratura, ma è anche l'archetipo e il paradigma del nostro sentire. È l'origine, il master, il conio da cui ancora oggi muoviamo per raccontare e immaginare le nostre passioni, le nostre vite, le nostre relazioni e la nostra storia.
I sentimenti degli esseri umani non hanno tempo. E l'amore e l'odio che Omero cantava quasi 3000 anni fa, le gesta di quei grandi uomini, le loro passioni, sono i medesimi di oggi, hanno la stessa potenza dirompente, la stessa intensa capacità di emozionarci e di farci riflettere.
Ascoltare Iliade davanti ad un moderno cantore, ad un aedo contemporaneo, vuol dire riavvolgere quel filo che collega anche oggi, soprattutto oggi, mito, epica, narrazione e presente.

Io, Ludwig Van Beethoven
progetto e regia Corrado d'Elia 
con Corrado d'Elia
Cos'è il talento? Cosa il genio? Cosa siamo disposti a fare per inseguire i nostri sogni, le nostre passioni più forti?

E quanto – al tempo stesso – quelle stesse passioni (quasi ossessioni) ci arricchiscono e riempiono di vita?



Ludwig van Beethoven fu uno dei più grandi geni musicali mai esistiti.
Non si può comprendere il genio con occhi normali, non rientra in nessuna categoria e la sua complessità non si può afferrare.
Indagarne la vita vuol dire accostarsi ad altezze umanamente insolite, rubarne per un istante la grandezza e la follia per raggiungere ebrezze ed emozioni insperate.
Ci vuole tempo per raccontare la bellezza.
Chiudiamo gli occhi ed ascolteremo come mai abbiamo fatto prima.

Don Chisciotte
progetto e regia Corrado d'Elia
da Miguel de Cervantes
con Corrado d'Elia
Inseguire continuamente il proprio sogno, i propri obiettivi.
E anche quando si inciampa, il fallimento è così intenso e personale da essere formativo.

Un bagaglio da portarsi in viaggio lungo la strada che porta ai propri obiettivi.



Uno spettacolo che, a partire dal capolavoro di Cervantes, vuol essere una cavalcata poetica, una dedica ai sognatori, a quanti, in un tempo così pragmatico, disincantato, pratico e privo di slanci come il nostro, ancora hanno il desiderio e la forza di sognare e talvolta di perdersi.
Corrado d'Elia accompagna nelle pagine del capolavoro di Cervantes, prendendoci per mano e guidandoci in una Mancha ideale, lasciandoci perdere tra locande, mulini, paesi arroccati e castelli dove Don Chisciotte e il suo fido e paziente scudiero Sancho Panza compiono le loro gesta in nome della bellissima Dulcinea. Così, nel procedere del racconto, anche noi ci perderemo nelle nostre pagine interiori, quelle più intime, quelle più segrete, dove si nasconde ciò che più ci piace, ciò che siamo davvero e ciò che forse un giorno ci siamo dimenticati.

Io, Moby Dick
progetto e regia Corrado d'Elia
liberamente ispirato a Moby Dick di Herman Melville
con Corrado d'Elia


Una storia che racconta la sottile linea che separa la passione dall'ossessione, ma anche la capacità e la forza di inseguirela propria affermazione.
La storia la conosciamo: il Capitano Achab, al comando della baleniera Pequod è alla ricerca di Moby Dick, la terribile, mostruosa balena bianca che anni prima, durante una battuta di caccia, gli ha amputato una gamba, distrutto una nave, mandato a picco il carico e ucciso molti uomini. Achab, accecato dalla sete di vendetta e contro ogni ragione, conduce la nave per mari pericolosi, alla ricerca ossessiva della balena, la quale, nonostante venga più volte ramponata, riesce sempre misteriosamente, quasi diabolicamente, a salvarsi. Intrisa com’è di rimandi allegorici, è questa una strepitosa storia di mare, forse tra le più avvincenti, una storia a ben dire epica. Moby Dick è ancor oggi il simbolo riconosciuto del desiderio dell’uomo di conoscere, o meglio, della piccolezza dell’uomo davanti al suo comune desiderio. A metà tra Ulisse e Caronte, Achab diventa una figura archetipa, fermo lì ad interpretare la lotta impari dell’uomo contro la natura, la sfida della ragione contro gli orrori dell’abisso e la battaglia spirituale dell’uomo con se stesso, sempre alla ricerca- oggi più che mai- di un senso disperato per la propria vita. Quell’indagine, quel desiderio, quella ricerca di assoluto, quel miraggio di verità e di grandezza che l’uomo insegue da sempre e che non potrà mai afferrare a pieno.