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ODISSEA, CANTO IX – il Ciclope

di e con Corrado d'Elia  

Come tutti i grandi libri (l'Iliade, la Divina Commedia, l'Eneide), dobbiamo immaginare l'Odissea come un viaggio poetico nell'uomo e nell'oggi, l'occasione per uno studio, per una riflessione più approfondita sul nostro rapporto con la vita, le persone, le abitudini, le necessità, i sentimenti e i luoghi che la compongono.
A questo dovremmo aggiungere, il pensiero sulla necessità ogni tanto di "tornare a casa", a noi stessi, a quello che più ci appartiene, quel desiderio di coerenza, di privato che tanto sentiamo nel cuore quando stiamo troppo a lungo via da noi.

Abbiamo così bisogno di Umanità. Soprattutto in un tempo, il nostro, al centro di uno scontro acceso tra la cultura e chi la vuole negare.
E l'incontro di Ulisse con il ciclope Polifemo, argomento di questo nostro incontro, non racconta forse proprio quello scontro atavico, primigenio, ancestrale fra l'Umanità, la pietas appunto di Ulisse, e il Mostro, Polifemo, la forza bruta, colui che parla perchè ha una bocca. Uno scontro più che mai attuale!

La lettura e il commento vogliono essere di stimolo per addentrarci con piacere non solo nella lingua e nella poesia omerica ma anche per muovere una riflessione concreta e appassionante sull'oggi, sul nostro tempo e sul futuro che ci aspetta.